Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
28 novembre 2021
In Universale Economica
copertina
Claudio Piersanti su
L'idiota di Fëdor  Dostoevskij
Compra su lafeltrinelli.it
Compra l'ebook - Pdf
Compra l'ebook - Epub
Gli scrittori non leggono mai per piacere (è anche questa la loro dannazione) ma per darsi energia, per dirsi che è possibile scrivere. Mi viene da pensare a Proust che nelle ultime fasi della stesura della Recherche ogni sera si faceva leggere L’idiota dalla sua servetta. Un aneddoto, a mio modo di vedere, esemplare poiché ogni scrittore francese della sua generazione è debitore nei confronti di Dostoevskij. L’idiota è un libro inimitabile e assolutamente libero, scritto come solo Dostoevskij, con tutta la sua immensa energia, poteva scrivere. Si ha sempre la sensazione che lui stesso assista agli eventi, con sbigottimento, con stupore. È un opera che ci dice che il romanzo non esiste, che ogni autore, mentre scrive inventa, non solo la storia che sta scrivendo, ma lo stesso genere romanzo. Dostoevskij è anche l’immagine di Pietroburgo, una città che si respira in tutte le sue pagine. È molto raro che ci sia una fusione così forte tra la lingua di uno scrittore e l’atmosfera di una città. Nella mia memoria si sovrappongono sempre le immagini evocate dai suoi libri con la Pietroburgo di oggi. È una città affascinante, fredda - forse una delle più fredde del mondo - con una vista così aperta che è possibile contemplare cinque o sei panorami diversi se si sale all’ultimo piano di un grande palazzo; una città dove approda tutto il mondo e tutto il mondo se ne va. E poi è la città delle Notti bianche
Pietroburgo sembra davvero una città letteraria creata da Dostoevskij. La finestra del suo studio era sopra un mercato popolare - che esiste ancora - al terzo piano perché doveva avere più punti di vista possibili sulle strade e sul mondo che in esse provava a vivere. Era una citta appena nata, ma già così marcia, faticosa, così piena di gente e di dolore. Un mondo con cui lui si è fuso completamente.
Homepage Classici
Lista autori
Lista volumi
Interviste e reading
Il commento d'autore
Vai alla scheda libro