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20 gennaio 2022
In Universale Economica
"Una poesia contro il razzismo". Intervista a Jean Claude Mugabo
Jean Claude Mugabo Uwihanganye, che vuole dire "L'uomo che ha pazienza". In Italia da 25anni, scrive favole e racconti interculturali ed è ricercatore delle tradizioni popolari e della filosofia Africana. Si occupa degli immigrati e delle scuole realizzando programmi e animazione in chiave "Mondialità" con temi attuali e sensibili: Ambiente, alimentazione, pace, solidarietà... Attualmente è presidente di "Immigrazionisti" scarl che pubblica il "Libroangenda dei cittadini del mondo", un angenda annuale a tema con riccorenze, proverbi, personsggi, poesie, concetti di tutte le culture e storie di tutto il mondo.

Cosa ne pensi dell'iniziativa "una poesia contro il razzismo"?
La poesia è una delle forme espressive che parte dalla pancia arriva all'anima. Attraversa spazio, tempo degli uomini e delle cose senza permesso di soggiorno. La combinazione Poesie e Bambini si traduce in mezzo più adatto per affrontare il problema reale del razzismo. Quando uno straniero è piccolo, è un bambino, è un angelo, gli si accarezza la testa, da grande diventa un extracomunitario gli si sta lontano. I bambini possono trasmettere alcuni messaggi portandosi dietro la loro innocenza.

Come ti trovi in Italia?
Amo questa patria. Con pregi e difetti. L'Italia è il mio paese. Qui sono ok. Mi sento bene e sono a casa mia. Volere o non volere appartengo a questa terra. Insieme ai fagioli ruandesi la pasta è diventata il mio cibo quotidiano e preferito. Dopo 25anni l'Italiano è la lingua in cui riesco ad esprimermi in tutti sensi. Fino a qualche anno fa era ancora il Swahili la mia lingua speciale e d'infanzia. Ormai non sono più un ospite, perché l'ospite dura tre giorni. Mi lavo è non puzzo più. Anzi, puzzo meno. Al mio odore ho aggiunto quello Italiano...

Sei mai stato vittima di episodi di razzismo?
Si. Certo. Sono stato vittima di tanti piccoli episodi di razzismo prima come straniero e in secondo luogo come Africano. Tutto parte e dipende dalla famiglia. Il rispetto alla diversità, all'altro inizia a casa, a scuola. Gli atti di razzismo, la formazione e il rispetto dei valori partono dal nonno, dalla zia, da papa, dalla mamma e da tutto il contorno sociale accettato. Credo che bisogna avere speranza, perché con i più piccoli, i bambini si può ancora programma la prevenzione attraverso una educazione alla "mondialità" perché loro non hanno ancora pregiudizzi radicati.

Come pensi si debbano fare crescere i bambini per non farli diventare razzisti?
Raccontando il vero. Ai bambini bisogna dire la verità. Devono sapere che la pace, il benessere di cui codono adesso è frutto di una sofferenza, di uno sforzo di tutti popoli, non soltanto degli Italiani. Gli Italiani hanno inventato tante cose, ma non tutto. I numeri, la ruota, la scrittura, e tante altre cose sono state trovate da altri popoli. Oggi sono un patrimonio di tutti. Un bene comune universale. Proprietà di tutti. Ogni bambino che va a scuola è un mondo in cammino. Perché la camicia che indossa è fatta dal cotone del Mali. Il design è Italiano. I bottoni sono di gomma Indonesiana, forse fatti in Cina. Sullo zaino osserviamo disegni di cartoni animati Giapponesi... Nessun paese al mondo ha il monopolio della luna, del sole, della natura, dell'intelligenza e della bruttezza... Siamo interdipendenti volere o non, anche se qualcuno fa il furbo.

Quanto i libri e le favole sono importanti per la crescita?
I nostri bambini devono inciampare nei libri in casa nostra. Leggere è come viaggiare. Viaggiando si impara e ci si forma il carattere. Esistono tante forme di educazione alla vita, ma tre sono quelle che osserviamo in primo luogo: La prima è quella fatta in casa. La seconda è quella fatta a scuola e sulla strada. La terza è quella fai da te. Con scoperte belle e brutte, fantastiche, meravigliose, naturali... Il libro appartiene alla terza categoria. Le favole vanno oltre, in una altra dimensione. Appartentengono a due mondi. Il primo mondo bello e perfetto dove tutti gli esseri vivono e vivevano alla pari, in armonia, in comunione. Il secondo mondo è quello di oggi, dove ad ogni atto corrisponde un azione. Un mondo bello e brutto, ma fatto da noi. Un mondo dove la felicità e la sofferenza dipendono maggiormente dal nostro agire, comportamento. Dove ad ogni progetto concepito e promosso siamo chiamati ad essere responsabili. Da bambino mi chiedevo quando sarebbe arrivato il mio momento. Perché da piccolo mi dicevano di non fare questo e quell'altro. Da grande? Da grande dovevo dare buon esempio. Allora ho pensato intensamente a quando avrei capito che fosse il momento giusto per me e in primis per combinare qualcosa. Cercando. Ascoltando. Osservando. Leggendo. Ho intuito che ogni istante era buono per me. Che ci voleva amore e responsabilità in quello che faciamo. Questo è uno dei grandi, principali motivi per cui scrivo favole e racconti per i bambini. Trasmettere amore e responsabilità. Scrivo favole e racconti interculturali con lo scopo di aprire la finestra del mondo al bambino. Per offrirgli un codice d'accesso alla società multietnica di oggi. Per permettergli di proiettarsi verso l'altro, giocando e drammatizzando in collaborazione, da protagonisti insieme. Per accrescere la sua identità e rafforzare la sua consapevolezza del mondo, del bene comune universale, dell' interdipendenza naturale, culturale e materiale dei popoli. Oggi tantissimi genitori sono in difficoltà nel selezionare tutte le informazioni e solicitazioni che arrivano ai loro figli. La favola offre lo spazio e la dimensione per sottolineare i contenuti ritenuti "valori" di base, irrinunciabili, importantanti ed eliminare i messaggi negativi. Per fare questo bisogna leggere e raccontare favole ai bambini.

Che progetti hai per il futuro?
Futuro… Nel futuro immediato spero di continuare a scrivere per bambini. Spero di trovare un editore sensibile al tema da potere campare anche di questo lavoro. Nel fututo prossimo, cerco di realizzare in Africa un progetto economico che mi permetta il lusso, il piacere di aiutare i bambini ad accedere all'istruzione. In qualche modo lo sto facendo. Miserabilmente, ma con amore e responsabilità. Nel futuro lontano costituito da atti quotidiani, spero di riportare il primo mondo sulla terra. Anche in parte. Ci credo...
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  La scheda autore di  Il razzismo è una brutta storia
  "Una poesia contro il razzismo". Intervista a Jean Claude Mugabo

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