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15 luglio 2018
In Universale Economica
anteprima
copertina
Camminando nell'ombra
La mia autobiografia. Secondo volume 1949-1962

Traduzione: Andrea  Buzzi
Collana: I Narratori
Pagine: 472
Prezzo: Euro 20,66
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In breve
Il secondo volume dell'autobiografia di Doris Lessing comincia con il suo arrivo a Londra nel 1949, sola e con un bambino, dalla Rhodesia. I ricordi di una vita sensazionale si intrecciano a quelli di un sensazionale periodo storico, e la rinascita di una nazione e di una città si specchiano nella faticosa, caparbia costruzione dell'identità letteraria, politica ed esistenziale dell'autrice.
Il libro
Nel secondo volume di questa autobiografia Doris Lessing racconta molte storie di sé e molte cose della sua vita, dal dopoguerra fino ai primi anni '60: essere madre single; essere artista; l'ambiente intellettuale di sinistra; i problemi di denaro; la psicoanalisi; l'avversione per la madre; i viaggi in Spagna, Francia, Unione Sovietica e Rhodesia. Ma è soprattutto la storia di Lessing amante, di Lessing comunista e di come sia arrivata a considerare - e a rifiutare - sia l'amore romantico sia la rivoluzione socialista, da lei stessa definiti patologie fatali. Nel 1949 Doris Lessing approda trentenne in una Londra grigia, fumosa, devastata dai bombardamenti, povera fino alla miseria, lasciandosi alle spalle due matrimoni e i primi due figli. Dalla calda Rhodesia porta con sé Peter, cinque anni, figlio di secondo letto, e il dattiloscritto di L'erba canta, il suo primo romanzo. Londra rappresenta l'uscita dall'ambiente provinciale e ultraconservatore della colonia. Ma vivere in Inghilterra all'inizio degli anni'50 non è certo facile per una giovane mamma sola, soprattutto se, in pieno maccartismo, si professano idee e si frequentano ambienti di sinistra, con la difficoltà di sbarcare il lunario e con la determinazione, il desiderio e la convinzione di essere una scrittrice. Così, i ricordi di una vita sensazionale si intrecciano a quelli di un sensazionale periodo storico, e la rinascita di una nazione e di una città, provate dalla guerra ma vincitrici e orgogliose, trovano eco nella costruzione dell'identità letteraria, politica ed esistenziale di una donna straordinaria, che si racconta con ammirevole schiettezza.
Approfondimento
Nel 1949 Doris Lessing, trentenne con due matrimoni alle spalle e la scelta difficile di lasciare il primo marito con due bambini, approda in una Londra grigia, fumosa, devastata dai bombardamenti, povera fino alla miseria. Dalla calda Rhodesia del Sud, dove un provvedimento governativo di cui lei è all'oscuro la qualifica come indesiderabile per le sue attività "sovversive" a favore della popolazione locale e l'adesione al partito comunista, porta con sé Peter, cinque anni, figlio di secondo letto e il dattiloscritto di L'erba canta, il suo primo romanzo. Londra rappresenta per lei l'uscita dall'ambiente provinciale e ultraconservatore della colonia, dove è cresciuta insieme al padre invalido e alla madre, una donna frustrata nelle sue ambizioni piccolo borghesi dalla vita da pionieri in Rhodesia, vita che non le consente di condurre l'esistenza mondana tanto agognata e che la lascia con bauli pieni di inutili abiti da sera.
All'inizio degli anni cinquanta vivere in Inghilterra non è certo facile per una giovane mamma sola con un bambino, soprattutto se, in pieno maccarthismo, si professano idee e si frequentano ambienti di sinistra, e se si devono fare i conti con la difficoltà di sbarcare il lunario e con la determinazione, il desiderio e la convinzione di essere una scrittrice.
Il secondo volume di questa autobiografia racconta molte storie a proposito di molte cose: essere una madre single; divenire un'artista; l'ambiente intellettuale di sinistra; i problemi di denaro; la psicoanalisi; l'avversione di tutta una vita nei confronti della madre; i viaggi in Spagna, Francia, Unione Sovietica e Rhodesia. È anche e soprattutto la storia di Lessing come amante e di Lessing come comunista e di come sia arrivata a considerare – e a rifiutare – sia l'amore romantico sia la rivoluzione socialista, da lei definite patologie fatali.
Così, i ricordi di una vita sensazionale si intrecciano a quelli di un sensazionale periodo storico, e la rinascita di una nazione e di una città, provate dalla guerra ma vincitrici e orgogliose, trovano eco nella faticosa, caparbia costruzione dell'identità letteraria, politica ed esistenziale di una donna straordinaria quanto a personalità e sensibilità, che si racconta con ammirevole schiettezza, mettendo in scena la donna che è stata, che ha saputo essere nelle diverse stagioni della sua lunga vita, quasi il personaggio – anzi tanti personaggi diversi – di un romanzo.



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