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Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
20 luglio 2018
In Universale Economica
anteprima
copertina
Il peso della farfalla

Collana: I Narratori
Pagine: 72
Prezzo: Euro 7,5
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In breve
Una farfalla bianca sta sul corno del re dei camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio cacciatore di montagna. Li attende un duello differito negli anni. Più che la loro sorte qui si decide la verità di due esistenze opposte… Il racconto della radicalità della natura, dell’“antichità” del conflitto tra uomo e animale.
Il libro
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. “La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.”
Approfondimento
Le recensioni degli utenti

Vincenzo Fiorilli
Questo racconto ci porta in un mondo che in città è difficile da immagine e così tanto facile da sognare. È il mondo del Re dei Camosci. Anzi "dei" Re dei Camosci perché c'è n'è uno che è il vero Re e un altro ...un uomo... che viene considerato tale ma che si definisce un semplice "ladro". Il libro, sebbene forse in alcuni tratti troppo poeticizzato nel narrato, contiene una bellissima storia e racconta di un mondo in cui i ritmi di vita sono quelli dettati dalla Madre Terra. I due Re dei Camosci sono entrambe dei solitari. Entrambe hanno avuto una vita dura che li ha resi a loro volta duri. Eppure mantengono quella onestà e quella purezza che solo chi ha detto addio alle lusinghe del branco può sostenere. Eppure il branco è lì vicino. A volte il desiderio di tornare a esserne parte è forte, soprattutto ora che tante stagioni si sono adagiate sulle spalle dei due protagonisti. Ma la verità è che non ci sarebbe posto per i Re dei Camosci nel branco. Forse è meglio andare incontro al proprio destino ora che anche il peso di una farfalla è diventato insostenibile.
Erri De Luca è un autore strano. È l'agnostico più cattolico che si conosca. Ha scritto diversi saggi su passi della Bibbia ed è un autore che ha radici culturali profondamente radicate negli stessi valori della Cristianità. Elogio dell'umiltà, della vita semplice, del rispetto reciproco, dei princìpi (diciamo così) di una volta. Il libro si legge in mezza giornata... Vale davvero la pena dedicargliela.

Lucia Dell'Omo
Questa è la storia di un camoscio, magnifico animale di montagna, che rimasto orfano, impara tutto da solo, senza appartenere a un branco. E’ forte, unico, bellissimo. Sfida tutti senza timore e diventa il “ re dei camosci “. Ma questa è anche la storia del cacciatore che lo ucciderà. Il vecchio cacciatore che vive da solo nella casa del bosco e racconta poco della sua caccia, perché non ha storie da raccontare. Nemmeno una che possa conquistare una donna. Con sua sorpresa una giornalista si mette in testa di seguirlo, su in montagna. Non accetta subito la cosa. Perché lui non è abituato a frequentare le donne e chi non le frequenta, scrive Erri De Luca, ha “ dimenticato che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere come una donna “. Il cacciatore è spaesato e ha timore. E poi da anni, tra lui e il camoscio, c’è un silenzioso scontro.
Uno scontro che conoscerà fine nel mese di novembre.
È un autunno particolare, quello. Un giorno perfetto con la neve ad occidente e il re dei camosci sa che quello è il giorno giusto. Sente l’odore dell’uomo, lo sfida con la sua velocità, la sua prontezza, fino a quando, a un certo punto salta su un sasso appuntito e resta immobile. Fermo, ad aspettare il colpo che gli attraverserà il petto. Cade a terra , privo di vita. E il branco invece di sparpagliarsi, si raduna intorno a lui a rendergli omaggio. Il cacciatore guarda. Non se la sente di aprirgli il petto e poi di sviscerarlo, così se lo mette sulle spalle . “ Camminano “ insieme e durante il cammino il cacciatore vede una farfalla volare, lieve, tra le corna del camoscio e non riesce a mandarla via.Quel battito di ali è come un peso aggiunto e il cacciatore, stanco e provato, cade a terra insieme al camoscio. Saranno trovati uniti, in primavera, da un cacciatore che li seppelirà insieme.
Libro breve, scritto benissimo, con una punteggiature molto forte. Con un ritmo veloce, ma con una musica lenta, paziente. Erri de Luca racconta questa storia in maniera molto lieve, lieve come la neve che fa cadere in mondagna e come il battito d’ali di quella farfalla bianca. Con abilità e rispetto entra in queste due solitudini , raccontandoci prima di un duello lungo anni e poi di una pietà finale, di un abbraccio forte e eterno che vede queste due solitudini legate nella morte, come lo erano anche nella vita. Leggera e presente emozione.

Federica Cornalba
Mi invitasti a fare un poco di cammino. Volevi parlare andando, senza dovermi trattenere fermo in ascolto. Sciolsi lo storto attenti, strinsi le mani dietro la schiena. Prendemmo il sentiero degli alveari che d’estate impastano l’aria come un canto di fondo, basso sonoro di fabbrica cha cava una goccia di miele da un giorno di fiori. E’ il canto di una volontà inesorabile di eseguire. Tutto il creato esegue senza posa per una spinta che mi commuove e mi sfugge.
Parole di Erri lontane (Aceto, arcobaleno – 1992) che, come un’eco fra valli di pietra e pino, si inseguono e si arrampicano fra i fogli di queste parole nuove (Il peso della farfalla – 2009), che raccontano di un ultimo duello senza oro.
Per ricordarci, allora come oggi,che la saggezza pungola le gambe e sferza la pelle molto prima di bussare in alto. E la musica sublime arpeggia melodie di puro silenzio. Perché solo il profondo silenzio è sempre colmo di note.
Un libro coraggioso ed estremo.
Una morbida poesia di terra densa e sporca di montagna libera fra le mani e di spilli di ossigeno senza colore nei capelli.
Un infinito canto, pesante nell'animo come lacrime d'aria e lieve nel cuore come pietre di ricordi.

Paola Conte
Se ne fossi capace, farei un commento vago e potrei dire che l'ho trovato toccante, ma pensandoci, non è propriamente toccante.
A tratti asfissiante, certo,ma mai deludente.
Il nostro Erri, raggomitola parole dentro immagini naturali e confessionali, perciò intime e trasversali.
Ti porta in spalla , poi, d'un tratto ti fa cadere dentro una puntuale associazione d'idee. Idee mai fosche, invece fresche e persino lunari.
Lettura densa , se l'uomo ben - pensa.
Tristezza sulla punta del dito, all'ultima pagina. Peccato, dici:... è già finito!

Adriana Della Crociata
Breve e intenso si presenta l'ultimo racconto di Erri De Luca, favola di un camoscio e un cacciatore, di due esistenze parallele, che coinvolge il lettore come uno spettatore, grazie alle immagini naturali offerte da una prosa che sembra quasi poesia.
Entrambi “re dei camosci” , protagonisti senza regole e senza affetti, sono segnati da una vita di sfide tra le montagne, l'uno il migliore dei camosci, l'altro il più esperto dei cacciatori di questa specie. Il peso della farfalla, come “piuma aggiunta al carico degli anni, quella che lo sfascia”, consentirà loro di restare uniti per l'eternità.

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