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19 gennaio 2022
In Universale Economica
anteprima
copertina
Giustizia retroattiva
Preistoria del postcomunismo

Traduzione: Cesare  De Marchi
                 Emanuel  Rota
Collana: Campi del sapere
Pagine: 352
Prezzo: Euro 35
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In breve
La caduta del muro di Berlino ha prodotto nei paesi dell’ex Unione Sovietica una cascata di riscritture della storia del secondo Novecento, volte a ricostituire una qualche continuità col proprio passato precomunista. L’Ungheria come case study in un libro fuori di ogni ortodossia, dove la storia del comunismo viene vista dalla prospettiva della sua fine.
Il libro
La caduta del muro di Berlino ha prodotto nei paesi dell’ex Unione Sovietica una cascata di riscritture della storia del secondo Novecento, volte a ricostituire una qualche continuità col proprio passato precomunista. L’Ungheria di Istvàn Rév è l’esempio emblematico di un paese che attraverso una serie di atti istituzionali (nel caso specifico attraverso una straordinaria serie di condanne e riabilitazioni plurime dei propri eroi morti), riscrive e ricompone la propria storia trascorsa. Giustizia retroattiva ricostruisce un processo catartico collettivo, che Rév disseziona con straordinaria intelligenza e capacità narrativa, in un vorticoso intrecciarsi di rimandi temporali e storie surreali: corpi riesumati e riseppelliti più volte, autopsie di stato, manipolazioni del calendario, grottesche cerimonie ufficiali. Come in uno specchio deformante vediamo scorrere davanti a noi i fantasmi del passato ungherese, dagli eroi dell’indipendenza nazionale al fantasma più fantasma di tutti: Imre Nagy, condannato all’oblio della posterità perfino nel nome e poi assurto a simbolo della coscienza ungherese. Questo libro raffinatissimo esplora alcuni temi fondamentali del nostro rapporto col passato – dalla simbologia del “corpo morto” all’uso politico della memoria – con un gusto imprevedibile e caustico del racconto degno della miglior letteratura dell’Est.

“Questo libro è un capolavoro: una combinazione rara di erudizione, acume teorico e invenzione espressiva.”
Carlo Ginzburg

“Rév è uno storico di stupefacente talento: profondamente scettico, caustico, colto, sottile e di grande intelligenza.”
Stephen Greenblatt
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