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20 luglio 2018
In Universale Economica
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copertina
Mestieri all'aria aperta
Pastori e pescatori nell'Antico e nel Nuovo Testamento

Collana: Varia
Pagine: 88
Prezzo: Euro 12
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In breve
Così nell’Antico come nel Nuovo Testamento non ci sono interni (o appaiono raramente): tutto si svolge fuori, all’aria aperta. Battaglie, amori, preghiere, sacrifici. Predicazioni, miracoli, morte e resurrezione. Anche la vita quotidiana. Anche il lavoro.
Il libro
Nell’Antico Testamento predomina il pastore. Nel Nuovo il pescatore. De Luca e Matino ci offrono la percezione ravvicinata di questo "spostamento" e di come i due mestieri ci rimandino alla valorizzazione delle risorse da cui dipende tuttora la qualità dell’esistenza umana: la terra e l’acqua.
Approfondimento
"Scatto di passaggio tra il Testamento Antico e quello Nuovo è il cambio di mestiere preferito. L’Antico ama il pastore, il Nuovo il pescatore. Tra i due tempi della scrittura sacra non corre la differenza fra un Dio e un altro, perché il libro ha un solo creatore, è monoteista per costituzione. Chi suppone un Dio dell’Antico Testamento e un Dio del Nuovo è suo malgrado un biteista. […] Nato tra i pastori, Gesù va verso l’acqua e i pescatori. Al formaggio sostituirà i pesci e ne mangerà con appetito anche da risorto. Gesù gioca con l’acqua che è la nostra consistenza, nostra vita cellula per cellula, perché noi siamo acqua prigioniera. Chi la risparmia sarà risparmiato, chi la spreca, sprecato, chi la ferma con dighe, annegato, chi la sottrae agli altri sarà, come il ruscello del Negev, prosciugato.
In una sera di pioggia se si spegne l’elettricità, si può ascoltare lo scroscio di abbondanza del cielo, i fiumi delle nuvole che spargono la piena sopra il suolo. Si può intendere l’immensità di spreco che governa la vita del pianeta. Quell’acqua è precisamente manna, nutrimento assegnato alla crosta terrestre. Quell’acqua è dono. Chi se ne appropria deve dimostrare di essere il padrone della sorgente cioè delle nuvole, del vento, della neve."

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