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19 gennaio 2022
In Universale Economica
anteprima
copertina
Che cosa significa essere scimpanzé al 98%

Traduzione: Matteo  Schianchi
Collana: Serie Bianca
Pagine: 276
Prezzo: Euro 20
In breve
Una critica tagliente delle affermazioni che attribuiscono alla genetica la capacità di spiegare il comportamento umano, le facoltà cognitive e le differenze razziali. Un divertente viaggio attraverso la comune discendenza di uomini e margherite, nonché la stretta parentela tra uomini e moscerini della frutta.
Il libro
Questo libro parla di un settore ibrido che si potrebbe definire "antropologia molecolare" e che riassume bene le incertezze della scienza moderna. È un testo provocatorio, polemico, brillante e acuto che intende dimostrare l’assoluta necessità di una scienza temperata dall’umanismo.
Il fatto scientifico da cui prende avvio è la prossimità genetica di uomini e scimmie. Solo un misero 2% del nostro genoma ci separa da scimpanzé, gorilla e affini: sapere questo ci aiuta, come sostengono molti, a capire la natura umana? Condividiamo un quarto dei nostri geni con tutti gli organismi viventi, ma nessuno ha mai dichiarato per questo che siamo margherite o lombrichi al 25%. La controversia uomo-scimmia è il punto di partenza per una radicale correzione di alcuni presupposti ingenui della nostra visione scientifica, per esempio la convinzione del potere dell’ereditarietà di plasmare il nostro destino o la capacità della scienza moderna di decretare come stanno le cose rispetto alla nostra natura e ai nostri rapporti con le altre specie.
Che cosa significa essere scimpanzé al 98% è un libro pieno di fatti interessanti, personalità curiose ed esempi coloriti, che vuole demistificare la scienza della genetica umana, mostrando come spesso essa sia assoggettata a logiche di tipo sociale e politico e dandoci gli strumenti per ripensare in modo critico i suoi risultati più recenti. Marks dimostra come sia possibile integrare la scienza contemporanea con le scienze umane, riconoscendole un ruolo importante senza per questo svalutare altre forme di sapere: un passo avanti per unire "le due culture" e regalare una base più ampia e più efficace alla comprensione delle basi molecolari della vita umana.

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