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28 novembre 2021
In Universale Economica
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copertina
Quel che c'è nel mio cuore

Traduzione: Michela  Finassi Parolo
Collana: Universale Economica
Pagine: 256
Prezzo: Euro 7,5
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In breve
Come fare i conti con il passato e con le proprie origini? Una nuova emozionante avventura tutta al femminile di Marcela Serrano.
Il libro
Camila, cilena di nascita e rifugiata da anni negli Stati Uniti, ha appena perso il figlio. È disperata, in crisi con il marito e incapace di accettare l’aiuto della madre perché nutre nei suoi confronti un devastante senso d’inferiorità. Malgrado il suo malessere, Camila accetta di fare un reportage in Messico. Giunge a San Cristóbal de las Casas, una sperduta cittadina i cui abitanti sostengono il mitico subcomandante Marcos. Qui incontra Reina Barcelona che, inconsapevolmente, riapre in lei antiche ferite. Reina aveva infatti conosciuto sua madre nelle prigioni di Pinochet. Camila aveva cercato una precaria sicurezza nell’esilio, nel matrimonio e nella maternità; la madre invece aveva voluto restare in Cile a battersi contro il regime. Anche Reina è a fianco dei ribelli messicani. La vicenda di queste due donne coraggiose suscita in Camila una profonda riflessione e, dopo alcune titubanze, si lascia coinvolgere nella lotta politica, anche per fare i conti con il passato e le proprie origini.
Quel che c’è nel mio cuore, frase tipica delle donne maya per concludere i propri racconti, offre il ritratto vivace e intenso di una donna che conquista la volontà di sopravvivere al suo terribile dolore.
Approfondimento
Camila, cilena di nascita e rifugiata da anni negli Stati Uniti, è una reporter. Ha appena perso il figlio, è disperata, in crisi con il marito e incapace di chiedere l’aiuto della madre perché nutre nei suoi confronti un devastante senso d’inferiorità. Malgrado il suo malessere, accetta di fare un reportage in Messico. Giunge a San Cristobal de las Casas, una sperduta cittadina i cui abitanti sostengono il mitico zapatista Marcos. Qui incontra Reina de Barcelona che, inconsapevolmente, riapre in lei antiche ferite. Reina aveva infatti conosciuto sua madre nelle prigioni di Pinochet. Camila aveva cercato una precaria sicurezza nell’esilio, nel matrimonio e nella maternità; la madre invece aveva voluto restare in Cile a battersi per la democrazia contro il regime di Pinochet. Anche Reina continua la sua lotta a fianco dei ribelli messicani. La vicenda di queste due donne coraggiose suscita in Camilla delle riflessioni, dei confronti. Reina la accoglie come una sorella minore, la inserisce nella sua cerchia e la presenta a Luciano, un seducente pittore italiano che le fa da cicerone. Quando Reina, investita da una macchina guidata dai paramilitari, finisce in coma, Camila esita ancora a lasciarsi coinvolgere dagli ideali altrui, ma i vecchi sensi di colpa, l’ammirazione per Reina e il fascino di Luciano (con cui ha una breve ma intensa relazione) sono più forti della paura: si schiera, affronta il nemico, viene rapita e brutalizzata. La detenzione dura quarantotto ore che sembrano altrettanti giorni, ma questa è per lei la prova del fuoco che le permette di ritrovare se stessa. Salvata in extremis, scopre che Reina è morta. Decide infine di partire ma, prima di raggiungere il marito, si avvicinerà alla madre senza più rancore e comincerà a scrivere la storia di Reina.

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