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19 gennaio 2022
In Universale Economica
anteprima
copertina
Il mondo non è in vendita
Agricoltori contro la globalizzazione alimentare

Traduzione: Matteo  Schianchi
Collana: Universale Economica Saggi
Pagine: 192
Prezzo: Euro 6,2
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In breve
L’agricoltore più famoso del mondo, contro la globalizzazione per valorizzare i prodotti a denominazione di origine controllata, il rispetto dell’uomo e della natura, scrive un libro in cui racconta le sue vicende, dall’assalto al McDonald’s ai fatti di Seattle.
Il libro
Sull'orizzonte della globalizzazione si profila un'inedita alleanza politica tra agricoltori, consumatori ed ecologisti, per rivendicare il diritto a una produzione alimentare più sana e attenta all'uomo e alla natura. In difesa di prodotti a denominazione di origine controllata come il roquefort, contro il manzo agli ormoni importato e l'alimentazione standard dei fast food. In nome dei diritti del territorio e dell'ambiente contro lo strapotere delle multinazionali. Infatti, in tempi di mucca pazza, Ogm, carni con ormoni, antibiotici, diossina, alimenti con residui di pesticidi, e così via, la lotta contro la "malalimentazione" non è più una battaglia corporativa di allevatori e agricoltori, diventa invece una priorità per la società civile nel suo complesso. L'industrializzazione e modernizzazione dell'agricoltura, con le sue fattorie-fabbriche e la produzione alimentare a catena, così come il commercio agricolo internazionale, fondato sulle sole regole del profitto, devono sottostare al controllo della popolazione, popolazione che in tutto il mondo si nutre dei prodotti della terra ma che pu" anche globalmente difendersi con la forza delle piazze e della comunicazione mediatica.
Approfondimento
L’avventura di Bové e Dufour è partita dalla lotta contro McDonald’s a Millau, che ha rappresentato la rivendicazione del diritto a un’alimentazione sana (la difesa del roquefort, il primo prodotto francese a denominazione di origine controllata, contro il manzo agli ormoni importato e l’alimentazione standard dei fast food) e la difesa del territorio contro una multinazionale (visibile come McDonald’s ma anche meno visibile come Monsanto) da parte dei contadini e dei cittadini insieme. Ed è arrivata fino al vertice del Wto di Seattle, con lo scopo di fermare quei processi di globalizzazione che hanno ricadute negative sulla vita quotidiana di tutti. Infatti, in tempi di mucca pazza, ogm, carni con ormoni, antibiotici, diossina, alimenti con residui di pesticidi, ecc., la lotta contro la "malalimentazione" non è più una battaglia corporativa di allevatori e agricoltori, ma diventa una priorità per la società civile nel suo complesso. Né l’industrializzazione e modernizzazione dell’agricoltura, con le sue fattorie-fabbriche e la produzione alimentare a catena, né il commercio agricolo internazionale, fondato sulle sole regole del profitto, devono poter sfuggire al controllo della popolazione che in tutto il mondo si nutre dei prodotti della terra e che globalmente si difende con la forza delle piazze e della comunicazione mediatica.
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