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Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
20 luglio 2018
In Universale Economica
anteprima
copertina
Lapidarium
In viaggio tra i frammenti della storia

Traduzione: Vera  Verdiani
Collana: Universale Economica
Pagine: 120
Prezzo: Euro 7
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In breve
Il collage come libero intarsio di pensieri, valutazioni, opinioni proprie e altrui colte al volo, è la cifra stilistica del nuovo libro di Ryszard Kapuscinski
Il libro
Un gorilla nello zoo ad Abu Dhabi. Un contadino nella foresta polacca di Bolimowska. Le foglie dell'ippocastano ingiallite in un autunno berlinese. Con il consueto fiuto del reporter valoroso, Kapuscinski si insinua fra passato e presente, fra un luogo del mondo e l'altro e, ogni volta, in ogni occasione, scatta una straordinaria, fulminea, intelligenza degli uomini e delle cose. Lapidarium è un libero intarsio di meditazioni che traggono ispirazione dai viaggi, dalle letture, dalle riflessioni, dall'esperienza. Dalla pagina di diario all'analisi politico-economica, dal resoconto di incontri con artisti e intellettuali (ma anche con la vicina di casa) alla lettura di libri, classici e recenti, alle suggestioni che gli arrivano dal cinema e dalla musica, Kapuscinski si rivela un osservatore acutissimo e uno scrittore coinvolgente, capace di tenere insieme il variare degli scenari e delle sollecitazioni con la formidabile duttilità della narrazione.
Approfondimento
“Lapidarium: piazza di città, cortile di castello, patio di museo dove si raccolgono frammenti di edifici e sculture. Qui un pezzo di torso, lì una scheggia di mano, là ancora un avanzo di cornicione o di colonna: tutte parti di un intero (che non esiste più, non esiste ancora o non è mai esistito) la cui forma globale non si può ricomporre. Resteranno come testimonianze del passato, come tracce, come segni? Oppure, dentro questo nostro mondo in espansione, sempre più caotico e difficile da decifrare, tutto procede nella direzione del collage, del libero accostamento di frammenti e quindi del lapidario?” Mago del reportage, giornalista sorretto da rigorosi studi storici, viaggiatore curioso e mai turista, politologo e decifratore di segni sociali, Kapuscinski compone un variegato mosaico di brani. Nella pagina di diario (che può andare dal ricordo di Pinsk all'immagine dello zoo di Abu Dhabi), nell'analisi politico-economica di avvenimenti recenti (che spazia dalla questione della "polonità" a quella del terzo mondo), nel resoconto degli incontri con artisti e intellettuali come con la vicina di casa, nella critica dei libri di oggi e dei secoli scorsi, l'autore tasta il polso a un mondo sempre zeppo di informazioni e immagini mistificate che, invece di chiarire le idee al pubblico, lo distolgono dalla verità. Diagnosi acute e prive di pedanteria spiazzano con eleganza i luoghi comuni predicati dai media e restaurano più autentiche correlazioni di senso. Che parli di televisione, giornalismo, letteratura, cinema, musica pop o comunicazione in genere, Kapuscinski sfronda le informazioni e mette in guardia da ciò che è futile o solo marginale. Tra le pietre miliari che compongono il suo lapidario non poche indicano "direzione pericolosa".
 I lettori su Kapuscinski
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  Ryszard Kapuscinski,

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