Cosa c'è di nuovo Tutte le informazioni sugli scrittori Gli autori raccontano Approfondimenti, notizie e libri Appuntamenti con gli autori L'arte del web e i libri La sezione Feltrinelli Digital Le classifiche dei più cliccati e dei più venduti I Blog dei nostri autori Feltrinelli Podcast


Risultati: in rosso i libri; in nero gli autori
20 luglio 2018
In Universale Economica
"L’ultima volta che ho visto Kapuscinski". Il ricordo di Wlodek Goldkorn
di Wlodek Goldkorn, tratto da www.goldkorn.blogautore.espresso.repubblica.it
L’ultima volta che ho visto Ryszard Kapuscinski era a ottobre 2006, a Roma. Era venuto a inaugurare una mostra delle sue fotografie (era anche fotografo). Mi ha convocato nel suo albergo alle 9,00 di mattina. Abbbiamo chiacchierato per due ore. L’ho visto preoccupato: un po’ per la sua salute, molto per la Polonia in mano ai gemelli Kaczynski (e per il mondo in mano a Bush). Mi diceva di essere nel mirino del potere, e spiegava che il populismo dei Kaczynski ha come scopo demolire ogni autorità intellettuale e morale riconosciuta, quindi, al momento, la poetessa premio Nobel Szymborska e lui. Mi diceva che dalla Polonia se ne stavano andando via i giovani, i migliori.
Non era affatto modesto Kapuscinski. Era umile, che è un’altra cosa. Sapeva perfettamente di essere il massimo reporter del mondo, e di essere un grande scrittore. Si divertiva a raccontarmi, gli appellativi messi da grandi colleghi come incipit delle lettere a lui indirizzate.
Un’altra volta, a casa sua a Varsavia mi ha spiegato che prima di andare a raccontare un paese leggeva un’intera biblioteca di libri (non di ritagli di giornali) su quel paese. E poi, non è vero che gli piacevano alberghetti modesti e scomodità. Diceva semplicemente che per conoscere un paese è bene girarlo in autobus.
 La scheda autore di Ryszard Kapuscinski
Inserisci l'argomento da cercare: