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30 novembre 2021
In Universale Economica
Lo sapevo, non dovevo ammalarmi. Il blog di Roberto Levi
Non uccidermi o morirai anche tu 12 marzo 2008


Qui di seguito trovate la testimonianza di Enrica, che penso fotografi con molta ricchezza una situazione vissuta, o incrociata, o talvolta immaginata da molti di noi.

Beh, di certo col cancro si può vivere e convivere, altrimenti io non sarei qui a scrivere e voi non sareste lì a leggere.
Ho quasi quarant’anni, due figlie piccole e un marito, un buon lavoro e una bella casa, amici, amiche e una gran passione per i viaggi, qualche ciccia di troppo e un mieloma decisamente di troppo.
Ho un mieloma in primo stadio ma preso con almeno dieci se non venti anni di anticipo..dicono gli amici che faccio sempre le cose in grande stile..da buon leone aggiungo io..
Non ho consigli e non ho ricette per voi, non sono un medico, (ne ho accidentalmente sposato uno ma non sono amante della categoria), non sono uno psicologo e non sono un filosofo.
Tutto quello che posso dire riguarda me e solo me.
Di certo, come dice Nanni Moretti, bere un bicchiere d’acqua al mattino non fa male, e aggiungo io nemmeno mangiare leggero e sano, bere tanta acqua, non fumare, non essere in sovrappeso, fare regolarmente attività sportiva, avere un lavoro piacevole, buoni amici e un partner da amare, ma quanti di noi fanno e hanno o hanno fatto e avuto tutte queste cose e si sono ammalati lo stesso?
Forse il punto è che non siamo malati?
Forse, ma questo non è il mio pensiero.
So di essere malata, è scritto su un pezzo di carta, è scritto negli occhi di mio marito e dei dottori che si occupano di me, prima di tutto questo era scritto nel mio cuore e resta scritto ogni giorno nella mia anima.
Anche quando sto bene o relativamente bene so di essere malata e lo sapevo prima di tutti i dottori e prima di tutti gli esami.
Non penso quasi mai alla mia malattia, non consciamente almeno, e quando dico quasi mai intendo proprio letteralmente quasi mai, passano giorni e settimane senza che questo pensiero affiori e quando affiora per mia fortuna non mi invade, ma la mia malattia è sempre con me, il mio cancro è sempre con me.
Nessun tumore sopravvive al suo ospite e nemmeno il mio..glielo ho detto e glielo ricordo..ti tengo con me, non darmi troppo fastidio e soprattutto non uccidermi, o morirai anche tu..
Non riesco a visualizzare il mio tumore, non saprei neanche da che parte incominciare, è nelle ossa, in tutte? in alcune? Non lo so e non lo chiedo.
Non riesco a visualizzarlo per combatterlo, per distruggerlo con il potere della mente e della volontà, non perché non creda in queste genere di lotta, giustamente consigliato da più parti, medici e non, ma perché personalmente non riesco, non è il sistema giusto per me.
Quello che ho trovato giusto per me è questo semplice patto di non belligeranza, io sono la casa e lui non paga l’affitto..in viaggio andiamo tutti e due..
Quello che ho imparato in questo anno, da quando ho avuto la diagnosi della malattia, è che sono viva..non sono ancora viva, sono viva e basta.
Ho voglia di compiere quarant’anni.
Ho voglia che i miei capelli diventino bianchi.
Ho voglia di rughe e di seni cadenti.
Ho voglia di una vecchiaia che non è più di moda e che per me è diventata la più lucente delle speranze.
Sono viva e vivo ogni giorno la vita che avevo anche prima, perché quella vita mi piaceva e mi piace.
Al limite provo a viverla meglio.
Certo, in quella vita mi sono ammalata, è un dato di fatto, e questo vuol dire che in quella vita c’era qualcosa che mi ha fatto ammalare?
Forse.
Forse il destino, la sfortuna, la genetica o i troppi dolci, il mio unico vizio.
Ma c’è qualcosa in quella vita che mi piaceva così tanto da riportarla uguale in questa vita, nella vita con la malattia (non posso dire nella vita dopo la malattia, non avendo ancora intrapreso il mio ciclo di cure né sapendo ancora quando lo inizierò).
Ci sono le mie bambine, mio marito, la mia famiglia, i miei amici, almeno quelli che sono rimasti dopo la diagnosi, i viaggi, la palestra, i libri, il cinema.
Poi c’è qualcosa che mancava nella vita prima della malattia, che ora devo scoprire e fare mio, per rendere ancora più bella e piena questa mia esistenza.
Soprattutto ora c’è qualcosa che non dipende dal destino, dalla sfortuna e dalla genetica e che dipende solo da me, da noi.
Mi appello ogni giorno a questo qualcosa, ma non so cos’è..voglia di vivere? Voglia di dimostrare a me stessa e agli altri che posso farcela? Voglia di esserci a qualunque costo?
No, molto semplicemente è voglia di tutto e anche del resto.
Voglio vivere e voglio invecchiare il più possibile, senza forzature e senza accanimenti.
Con leggerezza e con semplicità.
Voglio fare quello che ancora non ho fatto e dare un senso alla mia vita prima e oltre la malattia.
Con leggerezza e con semplicità.
Non so chi o cosa mi ha fatto ammalare della mia vita di prima, pur avendo avuto una vita piena di difficoltà e di dolori, ma certo anche di gioie e di successi..certo qualche sospetto ce l’ho, ognuno di noi lo ha e da lì può partire una vera e profonda riflessione su se stessi e sul proprio viaggio su questa terra.
Quello che so è che ho voglia.
E questa voglia viene dalla malattia, questo è indubbio.
Non che prima non avessi voglia, anzi, ma non così.
Non che prima perdessi tempo, o non più di tanto, ma non così.
Ora ogni giorno è davvero un giorno nuovo.
Non ho consigli e non ho ricette per voi, tutti i consigli sono buoni e tutte le ricette utili..alimentazione naturale, yoga, meditazione, preghiera, medicine alternative, psicoterapia, oltre naturalmente a tutte le cure che la nostra tanto vituperata ma tanto efficace medicina occidentale mette a disposizione.
Ognuno trova la sua strada, perché i pensieri sono più pesanti ma anche più leggeri..i dolori scompaiono più in fretta e le gioie brillano come diamanti..
Buona fortuna e buona vita a tutti voi.
 
I vostri commenti
Il commento di Anna 18 marzo 2008


Le tue parole mi hanno colpito profondamente perche' ho vissuto questa esperienza dall'altra parte, ho avuto per anni ed ho ancora una carissima zia, per me quasi una mamma, ammalata della tua malattia e ancora sospesa tra un controllo e l'altro. Curiosamente un giorno mi sono sentita dire che la malattia le ha ridato la forza di vivere e grazie alle tue parole ora capisco cosa significa....


 
Il commento di marco 13 marzo 2008


L'esperienza raccontata è molto viva. Anche io ho il mieloma, anche io ho poco più di 40 anni, ho mia molgie e mio figlio, gli amici, i colleghi, una rete forte. Inoltre ho un blog http://utmotribute.splinder.com anch'io, è il mio tributo ai miei medici, quelli dell'unità di trapianto di midollo osseo dell'istituto dei tumori di milano. Ho anche un midollo completamente nuovo, dopo il trapianto di cellule staminali arrivate da una donatrice americana. Adesso sto abbabstanza bene e i controlli, quelli che ti costringono a ricordarti che la malattia c'è, procedono. solo si vive, e proseguo con dante, tra coloro che son sospesi tra il controllo passato e il prossimo.
in bocca al lupo a tutti marco


 
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Lo sapevo, non dovevo ammalarmi
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