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3 dicembre 2021
In Universale Economica
Come Alberto Rollo, il signor Feltrinelli ed io cambieremo il mondo: il blog di Paolo Cioni
3. i servomeccanismi 26 maggio 2006


Provate a chiedere alle persone se sono felici. Siamo tutti più o meno concordi sullo scopo di questa vita: cerchiamo la felicità, le differenze stanno nella serie infinita di opzioni che una simile ricerca ci pone. Il sistema si basa sull’ipnosi e su una catena di meccanismi che si attivano in sequenza. I servomeccanismi (tipo il servo sterzo per intenderci) sono quelli che vi fanno lavorare due ore per comprare un pollo, mentre vostro nonna il pollo se lo tirava su e lo mangiava senza dover timbrare il cartellino. Da un punto di vista sociale è ovvio che non sfioriamo nemmeno la condizione di dignità a cui abbiamo per natura diritto. Siamo su questa terra per una ragione (che non vogliamo qui indagare) e abbiamo il diritto di vivere al meglio delle condizioni possibili.
Tutte le motivazioni che la maggioranza delle persone riescono ad individuare per le cose che ogni giorno affrontano, fanno anch’esse parte dell’ipnosi collettiva. O meglio, ciò che siamo abituati a considerare conveniente molto spesso non lo è. Thoreau è arrivato molto tempo fa a conclusioni illuminanti. Una percentuale altissima del lavoro che facciamo si disperde con un effetto che potremmo definire entropico: alimenta se stesso, con una dispersione di energia che sappiamo di non poter recuperare più. Lavoriamo per poterci permettere una macchina per andare al lavoro, per pagare l’affitto di una casa che non sia troppo distante dal lavoro, per comprarci vestiti adeguati, per conquistarci, con cinquanta settimane di lavoro, due settimane di ferie. Thoreau sosteneva pressappoco la stessa cosa: meglio zappare il campo con le proprie forze, piuttosto che comprare i buoi necessari per ararlo e poi dover mantenere i buoi, dover allargare l’area coltivata, dover vendere parte del raccolto per pagare il veterinario. Arando da solo una porzione molto ridotta dello stesso campo, si era accorto che poteva, con una ragionevole fatica, produrre a sufficienza per ogni esigenza personale, con in più il vantaggio di conservarsi in forma. Senza portare il ragionamento a questi estremi, mi pare che il sentire comune consideri il progresso di questi anni realmente ed inevitabilmente volto al miglioramento delle condizioni di vita, mentre se guardiamo attentamente questo non è affatto scontato.
Io quest'anno avevo deciso di piantare i pomodori in giardino e poi non ho trovato il tempo e adesso mi sento in colpa: e voi?

 
I commenti dell'autore
per lodoletta e per tutti quanti 1 giugno 2006


quando avevo sei o sette anni c'era una trasmissione televisiva del vecchio Bramieri (già nella versione magra). Nel finale lui cominciava a raccontare la barzelletta della suora che chiede un passaggio al camionista e poi la musica saliva e...

non l'ha mai raccontata fino in fondo.

ora: la barzelletta del maiale è bellissima, se non la sapete state a sentire. c'e una famiglia che compra un maiale per ingrassarlo, poi però...

musica in crescendo.


 
per lodoletta 30 maggio 2006


mi sono perso... chi era la contadina?
comunque, la barzelletta, raccontata bene, faceva ridere


 
per lodoletta 30 maggio 2006


eccomi lodoletta: te la ricordi quella barzelletta cattivissima in cui una famiglia di contadini (delle mie parti suppongo) si affeziona tanto al maiale che poi per fare il prosciutto gli mette una zampa di legno... e l'anno dopo un'altra...
visto però che noi non possiamo tenerci un maiale in casa, la questione del consumo intelligente è importante. Altri sono molto più esperti di me, quindi a loro la direzione delle operazioni. Noi accontentiamoci di piccole cose...


 
un commento fantasma 30 maggio 2006


mi intrometto nel vostro spazio, perchè riporto un commento di un amico che non ha voluto scrivere: i piatti pronti al banco della Coop (e di tutte le altre catene) sono diseducativi. Lui ha scritto una lettera alla direzione. Non credo che gli risponderanno, ma è un tipo in gamba, ve lo assicuro.

Io sono con lui: dieci anni fa a forza di spot ci hanno convinti che la pasta, già bollita e condita, la dovessimo comprare surgelata o in bustine liofilizzate. Undici anni fa se ce lo avessero detto ci saremmo messi tutti a ridere. La pasta? Ma come, basta far bollire l'acqua... adesso ci vogliono cucinare l'arrosto, tagliare le fettine di verdura per l'insalata...

però su col morale. prendiamola come viene, magari si meritano solo uno sberleffo.
p c


 
per Franco 29 maggio 2006


grande Franco. mi fa piacere che tu prenda la cosa di petto. così mi piaci. ovviamente parlo di orto e pomodori a chi ne sente il bisogno: tu trova la sua strada e se stai bene dove stai sei a posto. Anche io non mi lamento, ma il pane sul pomodoro mi piace. Mia nonna è di San Remo. In ogni caso non sarò certo io a dire che si stava meglio prima quando si moriva a 45 anni. Però mi arrivano un sacco di segnali dagli altri, diretti e indiretti, soprattutto di disiagio. Perchè c'è tutta questa gente indispettita in giro?

Detto questo l'argomento polli è scottante: ci sono normative per la sicurezza che ci tutelano stabilendo quanta diossina possiamo mangiare. Non se c'è o non c'è la diossina nei polli, ma se non è troppa. Ora, io su questo parametro ho qualche dubbio. Nei polli dei tuoi nonni la diossina non c'era proprio. Quelli che ti vendono oggi li tirano su con l'olio esausto dello stesso camion che poi li trasporta al supermercato. Beh, forse non proprio dello stesso camion.

Ultima cosa: rettifico, mio suocero ha piantato i pomodori anche per me, nel mio orto fino a ieri inesitente. O legge di nascosto il mio blog, oppure è guidato da una forza benevola. Quando i pomodori sono maturi ve lo dico.


 
I vostri commenti
Il commento di lodoletta 2 giugno 2006


Fai tesoro della comicita' di quella barzelletta? Non ne vuoi condividere nemmeno un poco? Ingordo! Oppure l'hai dimenticata? Pero' se volete, la barzelletta sulla suora la racconto io...


 
Il commento di lodoletta 1 giugno 2006


Paolo, intendevo dire che tra le nostre aspirazioni e i reali compromessi che ci segnano, e' come passare da un sano maiale romagnolo a uno con le gambe di legno....Comunque, anche io non mi ricordo bene la barzelletta in questione, tu stai sempre a dire che fa ridere: raccontala una buona volta! Non credo sia sotto siae!


 
Il commento di lodoletta 30 maggio 2006


Paolo, mi potrei immedesimare nella barzelletta da te citata, nei panni del maiale ma nello stesso tempo contadino cattivo di me stesso(il maiale)....L'altra contadina cattiva, mia consorte, sapresti dire chi dovrebbe interpretarla? Io avrei un'idea...


 
Il commento di Chiara 30 maggio 2006


Volevo soltanto aggiungere che quello che hai detto sabato sera a Calenzano a proposito del tuo libro mi ha colpito molto. L'ho letto in soli due giorni perché mi ha preso tantissimo: l'idea che una persona tanto diversa da te ti possa trascinare al limite e influenzare così il tuo destino, ma che poi la forza della tua stessa personalità si faccia sentire e si imponga per riportarti verso le tue origini che non si possono ignorare... splendido. Anche il modo in cui è scritto. Chiara


 
Il commento di lodoletta 30 maggio 2006


Un commento per Franco:
Franco! Non serve neppure la lavastoviglie ormai: le pillole vanno dritte in gola dal flacone e i cibi pronti piano piano potranno essere tutti disponibili in comode scatoline usa e getta! Meglio investire su una trivella che scavi posto nella crosta terrestre,per le confezioni dei cibi moderni che consumiamo, sai che sono tante(compro 250 grammi di prosciutto, confezionato in 500 grammi di plastica)e soprattutto puzzano.


 
Il commento di Franco Zaio 28 maggio 2006


No, nessuna nostalgia e voglia di campagna/orto/manualità. I miei nonni erano contadini impolverati e tiravano il collo ai polli. I miei genitori sono andati a studiare e poi lavorare al pulito, per stare meglio. Io potessi mi nutrirei solo di pillole e cose già pronte per poi lavare i piatti con la lavastoviglie. Sì, il progresso di questi anni è realmente volto al miglioramento delle condizioni di vita: basta stare attenti a veleni/inquinamento/OGM/porcherie varie. Nei boschi come Thoreau posso andare a farci una passeggiata, non a viverci, sai che palle e che disagi!


 
Il commento di lodoletta 26 maggio 2006


Che sberleffo, accorgersi di un problema, poter stilarne le caratteristiche negative con precisione, individuarne la soluzione sapendo che essa e' esistita a portata di mano ma e' pure passata e chissa' dove si nasconde ora...E si rimane cosi', come dire....amareggiati?


 
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