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3 dicembre 2021
In Universale Economica
Come Alberto Rollo, il signor Feltrinelli ed io cambieremo il mondo: il blog di Paolo Cioni
Premessa e motivazione 17 maggio 2006


Per prima cosa vorrei precisare che il titolo corretto per questo blog sarebbe molto più lungo, e fra i due illustri nomi del mio editore e del mio direttore dovrebbero comparire una serie di altri: quello di Kylee Doust, la mia preziosa agente, quello del mio amico Gianni Bianchi e quello di Benedetto Montefiori con cui dirigo una rivista (e ai quali rubo regolarmente le idee), e per tagliar corto quello di tutti gli uomini di buona volontà. Con tutti questi vorrei cambiare il mondo e, se avrete qualche minuto di pazienza cercherò di giustificare la mia aspirazione, ma attenzione: non sono un accentratore, vorrei che ciascuno di voi facesse altrettanto, per cui nel caso in cui vi avessi già convinti staccate il collegamento e fatevi la vostra gioiosa rivoluzione, scrivete, cantate, ballate nel vostro salotto, girate un film, trovatevi degli alleati fedeli e provate anche voi a fare la vostra parte.

Il mondo cambia piuttosto rapidamente e senza che voi ed io ci si debba pensare su. Tuttavia, milioni di persone, nel corso dei secoli, si sono messi in testa di contribuire. Queste persone sono state via via classificate come generali, dittatori, scienziati, filosofi, martiri, guerriglieri, rivoluzionari, contadini, panettieri, scrittori e perfino cantautori. Già questo dovrebbe fare pensare. Insomma molti ci hanno provato prima o poi, i più ritrovandosi con la sensazione di non aver ottenuto nulla: niente di più sbagliato. Nella lotta impari hanno indicato una strada. Il paradosso è che, per quanto impossibile cambiare il mondo, il mondo cambia come conseguenza di tentativi maldestri di cambiarne la sorte. Tutti perciò hanno avuto la loro parte. Alcuni li ricordiamo, sappiamo che magari fumavano sigari Cohiba oppure non si pettinavano mai i capelli e, a ben vedere, prorpio in questa memoria consiste la loro fortuna. Per ciascuno di noi, uno di questi ha un giorno suonato a tutto volume la sveglia, costringendoci a guardare con attenzione al nostro destino, e questo costituisce, a prova di smentita, un concreto successo.
Per cui - per una delle mille strade possibili - non resta che provare.
Invece la maggioranze di noi è convinta che ormai sia inutile. Io credo che questa sia una forma di ipnosi, e più avanti cercherò di dimostrarlo.

Secondo gradino: visto che il tempo stringe, proviamo a cambiare il mondo con un compromesso. Una delle caratteristiche principali del tipo di impostazione che si è soliti dare all’aspirazione di cambiare il mondo è comune a tutti gli ambiti: l’assolutismo. Nessuno sembra essere disposto a compromessi, la purezza e l’integrità guida ogni anelito verso il cambiamento, mentre all’estremità opposta della catena stà la resa incondizionata al sistema, allo sviluppo incontrollato, perfino alle regole del mercato. Per cui vorrei partire da un assunto che sembra porsi come un punto di risoluta rottura: i compromessi si possono fare, l’essenziale è farli come si deve; è evidente che questo stesso scritto rappresenta un compromesso - fra me stesso e la necessità fisiologica di sonno del mio organismo in primo luogo - ma anche fra un la mia aspirazione legittima a modificare il futuro collettivo e un sistema che non vuole sentire parlare di cambiamento e per il momento non mi ha ancora concesso lo spazio che merito. Un aspetto importante è proprio questo: nessuno di noi ha lo spazio che si merita. Meritiamo tutti qualcosa di meglio, meritiamo di poter esprimere quotidianamente la nostra aspirazione alla felicità. Per cui la definizione del mio obiettivo non dovrebbe suonare così egocentrica come invece accade. Oggi ho soltanto deciso di poterlo fare attraverso un blog, mentre soltanto ieri ero contento di averci provato finendo di scrivere un romanzo. Non voglio essere il solo a provare a cambiare le cose, non avrebbe alcun senso. Quindi, questa è la premessa, il resto è in arrivo: se tra un po' mi darete ragione, vi toccherà fare la vostra parte. Alla prossima vi dico due cose sull'ipnosi collettiva.
 
I commenti dell'autore
per lodoletta 22 maggio 2006


fuori luogo? ci mancherebbe. che io poi sia esente da ipnosi è da escludere. ci provo, adesso non prendetemi troppo sul serio. sono solo convinto che si possa fare.


 
per helga 22 maggio 2006


helga, ti voglio bene.
però marcello è un amico, mi ha appena scritto dicendo che ha letto il mio romanzo d'un fiato e che sul blog voleva parlare d'altro.


 
per lodoletta 22 maggio 2006


che bello, un messaggio arrabbiato (separatamente gianni mi scrive che non sopporta i blog) e subito sotto una persona che è convinta che saranno i bloga cambiare le cose. A parte il fatto che io di blog so pochissimo e qui sto solo facendo del mio meglio, è bello scoprire che ogniuno ha punti di vista differenti. L'obiettivo però è comune: rompere il meccanimo dell'ipnosi colettiva. In giro ci sono un bel po' di persone che fanno quello che fanno senza sapere il perché. E poi spendono la vita cercando di costruirsi giustificazioni plausibili.


 
per franco 22 maggio 2006


grazie per i complimenti e per i consigli. hai più esperienza di me. proverò atrattenermi. però di blog ce ne sono talmente tanti che mi prendo il lusso di farlo come viene, senza fretta e nessuna presunzione. da parte mia mi auguro che proprio per quella fretta nessuno mi scriva 'xke' invece di perché.


 
per gianni 22 maggio 2006


calma gianni, mi fa piacere che il romanzo ti sia piaciuto, anche se la copertina non ti andava. Chi lo sa, io la foto del bacio l'ho messa d'istinto: che sia la risposta giusta ai nostri problemi di comunicazione?


 
I vostri commenti
Il commento di lodoletta 22 maggio 2006


Caro Paolo,un blog anti-ginepraio a cui mi riferivo e' sito in www.hoder.com. Forse la citazione e' stata inopportuna?Riguardo l'agire senza sapere il perche':ogni giorno mi accorgo di ospitare quella tendenza come tante altre persone che nella propria vita non hanno la fortuna(va considerata una fortuna!!!)di potersi esprimere al di fuori del proprio cubo quotidiano,ormai siamo in maggioranza ed e' proprio per quello che considero i blog come una potenziale rivoluzione pro-espressione(penso che in questo blog la parola 'rivoluzione'possa essere citata con leggerezza,senza suscitare mitomani sospetti di mitomania)Tu che vorresti combattere l'ipnotizzazione ne sei forse esente?


 
Il commento di helga 22 maggio 2006


Come dice qualcuno più autorevole di me..sig. Marcello, mi consenta..ma che uno sconosciuto pubblichi con Feltrinelli mi sembra come una boccata d'aria profumata dopo aver respirato per anni i fumi delle acciaierie (io ci vivo accanto, porta pazienza). Evviva la diversità. Evviva, evviva.


 
Il commento di Marcello 22 maggio 2006


IL MONDO ALLA FINE DEL MONDO! Parafrasando Sepulveda, dopo la juventus in serie B e un'esordiente che esordisce con feltrinelli (e dopo vuole cambiare la società)... chissà cosa vedranno ancora i miei occhi. Spero non ci sia una quartina di nostradamus per l'occasione, altrimenti siamo veramente alla fine...


 
Il commento di Franco Zaio 22 maggio 2006


Il tuo blog migliora a vista d'occhio MA ti consiglio post più sintetici, non sms, ma frecce, stilettate, coltellate virtuali. Oggi mi prendo il tuo libro, comunque il mondo lo cambieremo. Partendo dallo specchio del bagno, o dell'ascensore. Avanti così. Ciao, FZ


 
Il commento di gianni 22 maggio 2006


Caro Paolo, voglio dirti che la bella foto inserita all'inizio il tuo scritto sul blog, (quella del "quasi bacio"presa suppongo da un film trasmesso in TV) sarebbe stata perfetta come copertina del tuo "Ovunque e al mio fianco", molto, ma molto di più di quella grafica che è stata invece usata. Del tipo di feeling che quella foto trasmette (mentre la grafica non ci riesce per nulla) è permeato tutto il tuo racconto, dall'inizio alla fine. Inoltre, meno male che ho divorato il romanzo prima di averne letto il trailer fornito dalla tua casa editrice, altrimenti dubito che lo avrei fatto dopo. Il pubblico decide un "yes or not" ad un messaggio sulla base di pochi decimimi di secondo... Ciao


 
Il commento di lodoletta 20 maggio 2006


Usavo avere due schermi, in casa. Ora ne ho solo uno, quello del PC, poiche' l'altro, quello della TV, l'ho trasformato in fioriera da balcone perche' mia suocera dice che il letame favorisce la rigogliosita' dei vegetali. Era uno spreco tenere il televisore ancora in stanza da pranzo. Sono d'accordo, la prossima rivoluzione avverra' per blog. Mi e' giunta notizia che in Palestina i ragazzi stanno gia' provando a sradicare il ginepraio proprio tramite blog, migliaia di persone che si scambiano idee e dimostrano che il cosiddetto ''conflitto israelo-palestinese'' puo' essere superato. Ora non ho l'indirizzo esatto sotto il naso, mi dispiace. Rimediero' presto, ora devo scappare a lavoro! Buon lavoro anche qui!


 
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